Un territorio metropolitano che non decolla.

Un territorio metropolitano che non decolla. La politica torni ad occuparsi della società e a trovare soluzioni ai problemi dei  cittadini.

di Paolo Raffa

 

Il territorio reggino sta subendo, ormai da qualche anno, un forte rallentamento nell’azione necessaria per creare condizioni di benessere per i propri cittadini, ciò a dispetto di quanto di buono è stato prodotto, o si è cercato di produrre, per buona parte del primo decennio del nuovo secolo. La politica, oggi, non sta più riuscendo ad incidere, in modo significativo, nella gestione del territorio, dei singoli comuni o dell’intera  provincia che sia,  questo sì per difficoltà oggettive legate al particolare momento storico (vedi crisi internazionale del sistema economico), ma anche e soprattutto per una mancata capacità di lettura delle esigenze del territorio, troppo impegnata com’è a dipanare querelle interne ai partiti, distratta da litigiosità e contrapposizioni, imbrigliata dentro un sistema elettorale bipolare concentrato più a mostrare i muscoli piuttosto che  a dialogare.  La politica, così facendo, si è  allontanata sempre più dai problemi reali della gente e dai loro bisogni quotidiani che, tradotto praticamente significa: mancanza di programmazione, estemporaneità improduttiva e fine a se stessa, servizi carenti e costo degli stessi improponibile nel rapporto qualità/costi, nonché depauperamento e spoliazione del territorio. 

Tanti sono i problemi che attanagliano la nostra terra, annosi ed irrisolti, che ne impediscono lo sviluppo e che anzi tendono a renderla sempre più periferica, a dispetto, invece, della forte centralità che la sua posizione geografica le offre nell’ambito del Mediterraneo.

La situazione, in termini di infrastrutture del sistema viario, si presenta quanto mai critica.

L’autostrada Salerno-Reggio Calabria un’eterna incompiuta che sta causando guasti indescrivibili all’immagine della nostra provincia - ancor prima del disagio stesso che provoca - ciò per inefficienza della politica e della burocrazia e che artatamente, purtroppo, più in generale, viene “bollata” dall’opinione pubblica, con il contributo ingeneroso dei media, come incapacità delle genti reggine, che invece, per spirito di sacrificio e positività, non sono seconde ad alcuno. La sola direttrice Jonio-Tirreno, che da Rosarno porta a Gioiosa Jonica, oggi non è più sufficiente, troppo “allungata” è la distanza di inclusione di quelle aree poste a metà strada tra la città capoluogo e la suddetta arteria, in particolare di quelle ubicate sul versante che affaccia ad est. Diventa indispensabile, quindi, accelerare le procedure per il completamento della trasversale che da Bagnara porta a Bovalino. La strada statale jonica poi, che da sempre nei programmi elettorali rappresenta una priorità, oggi costituisce, forse, il maggior elemento di debolezza dell’intero territorio provinciale, dato che fino ad oggi, purtroppo, nella realtà delle cose,  la politica poco ha prodotto, in termini di ammodernamento e messa in sicurezza.

Un territorio metropolitano non può prescindere da una pianificazione globale del centri abitati che in esso insistono, jonici o tirrenici, marini o montani. E proprio i comuni montani dovrebbero costituire il valore aggiunto di quel turismo tematico oggi sempre più richiesto. Per questo tipo di programmazione, però, sarà necessario infrastrutturare ex novo o ammodernare adeguatamente, con opere di viabilità interna, l’intero territorio provinciale. Sul versante tirrenico occorre intervenire con determinazione per il completamento in tempi brevi della strada veloce Gallico-Gambarie che diventerebbe così un toccasana per le popolazioni dell’intera vallata del Gallico, che ne  trarrebbero giovamento in termini economici e di sviluppo più in generale, e sarebbe il definitivo trampolino di lancio dell’importante stazione sciistica di Gambarie nel panorama meridionale del turismo per gli sport invernali. E poi come non pensare al consolidamento delle strade di collegamento oggi operative nell’intera area grecanica o nell’alto jonio reggino? Strade sistematicamente interessate da frane e smottamenti che ne rendono inaffidabile la percorrenza durante i mesi delle piogge, rendendo pressoché impraticabile qualsiasi forma di impiego in termini di programmazione  e di proposta turistica. Un piano di intervento fondato sulla bonifica, sulla prevenzione e sul controllo del territorio risulta, quindi, quanto mai opportuno nell’immediato e propedeutico per le azioni successive.

Stessa valenza strategica assume il trasporto ferroviario, che si presenta oggi, con una condizione ancora più grave rispetto al sistema viario stradale, in termini di qualità e quantità; con una linea ferroviaria jonica che offre servizi riferibili al post terremoto di Reggio e Messina, e con una feroce soppressione di treni lungo la tratta tirrenica da parte di Trenitalia, mai interessata seriamente, peraltro, al completamento verso sud dell’alta velocità. E’ impensabile immaginare, su queste basi,  qualsiasi piano di sviluppo organico del territorio!

La politica locale faccia la voce grossa con i propri rappresentanti istituzionali, rivendichi dignità per la propria gente - prima ancora che per se stessa - lo faccia cercando di immaginare, nel contempo, soluzioni e proposte.

Infrastrutture portuali ed aeroportuali non possono non assurgere a protagonisti di un serio programma di rilancio. Il territorio della città metropolitana è da immaginare in un bacino più ampio che riguardi, senza esitazione alcuna, la Provincia di Messina, con le isole Eolie a far da apripista, ad entrambe,  per un turismo balneare senza soluzione di continuità per sette dodicesimi dell’anno. In un contesto di questo tipo anche lo stretto di Messina diventerebbe, non più l’elemento divisorio tra due territori fondamentalmente omogenei, ma lo strumento principe per veicolare flussi turistici provenienti dai due più importanti settori che ad oggi non hanno conosciuto crisi alcuna, anzi tutt’altro: il turismo della nautica da diporto e il turismo crocieristico. Immaginare la riqualificazione complessiva del porto di Reggio Calabria nell’ottica dei servizi turistici è cosa impossibile? Noi non lo pensiamo, crediamo, invece, all’idea di un progetto che preveda di attrezzare la banchina di ponente (dall’esterno) per l’attracco delle navi da crociera: ci piace pensare che il rinnovato museo nazionale archeologico valga a giustificare la sosta, anche di un solo giorno, nella città di Reggio Calabria. Quante navi da crociera attraversano lo stretto di Messina? Sicuramente tante, così come tante sono le imbarcazione da diporto che durante la stagione balneare si spostano dall’Adriatico o dallo Jonio per solcare i mari dell’arcipelago delle Eolie e del Tirreno. Riuscire ad intercettare questo tipo di traffico marittimo, facendo rete con i  porti minori della provincia, potrebbe essere un ulteriore strumento per veicolare risorse economiche verso il nostro territorio. Avviare concretamente un rapporto con il mare, dunque, come forse non lo è mai stato finora. Puntare con decisione sul ruolo cardine del porto di Gioia Tauro all’interno di un piano di sviluppo industriale dell’intera provincia, annettendo alla piana centralità, anche attraverso la costituzione di nuove aziende “in situ”, con un polo industriale che operi come centro di raccolta e trasformazione  dei prodotti di cui è ricco il territorio reggino, o che potrebbero provenire da nuovi tipi di colture in serra, ancora poco utilizzate, ma che invece, alla luce dell’eccellente solarità del nostro territorio potrebbero trovare larghissima utilizzazione.

 La politica si riconosca nel bene comune, si divida sui programmi, com’è giusto che sia, ma operi criticamente per l’individuazione delle soluzioni più utili ai cittadini;  li avvicini alle istituzioni, trovi soluzioni per integrare i territori.

Un esempio di mancata inclusione in una più ampia politica di sviluppo  territoriale è costituito oggigiorno dalla Locride, considerato quanto detto per la situazione infrastrutturale esistente e considerate le enormi potenzialità di quel territorio. Una provincia geograficamente allungata deve provvedere a ridurre le distanze avvicinando la periferia attraverso l’implementazione di azioni politiche, economiche e culturali, che ne permettano l’integrazione in un contesto territoriale più ampio, nel rispetto delle  peculiarità dei singoli territori; è quello che la Calabria chiede da sempre al governo nazionale, è quello che Reggio deve fare nei confronti della Locride.  Tutto questo significa pensare in prospettiva, una prospettiva che preveda di esaltare le ricchezze di quei luoghi. La Locride, pur tra tante difficoltà,  e quasi del tutto autonomamente, ha prodotto sin qui un eccellente lavoro, in termini di salvaguardia e valorizzazione del territorio, piani turistici e strutture ricettive. In un’articolata e complessiva programmazione del territorio, quest’area potrebbe assurgere a polo turistico dell’intera provincia, per condizioni preesistenti e potenziale di sviluppo.

La legalità del territorio si incentiva affrancando l’uomo da condizioni di sudditanza e dipendenza, apportando soddisfacimento ai suoi bisogni primari; un uomo è veramente libero quando non è costretto a chiedere.

Un territorio depresso economicamente ha bisogno di essere studiato per individuarne le criticità e trovare quindi le soluzioni.

Al centro del Mediterraneo  e culla di cultura fin dai tempi della Magna Grecia, con un clima mite e temperato per la quasi totalità dei mesi dell’anno, il territorio reggino racchiude in se tutte quelle caratteristiche richieste dal settore turistico: clima, bellezze paesaggistiche e ambientali, storia, cultura e tradizione; ospitalità della propria gente! Fare turismo quindi, essere pronti ad ospitare incentivando la creazione di una rete di strutture ricettive flessibili nell’offerta qualitativa ed economica, pronte ad adeguarsi alle dinamiche di un mercato globale e fortemente competitivo; predisponendo, inoltre,  piani di marketing che sappiano guardare con lungimiranza verso quei paesi in forte crescita economica, con particolare riferimento ai mercati dell’est asiatico (Cina, India, ecc.).  L’aeroporto dello Stretto, a questo punto, assume valore strategico di primaria importanza. La riqualificazione d’obbligo, dovrà costituire la condizione sui cui poter costruire il futuro dello stesso. Una programmazione lungimirante, che sappia intercettare il maggior numero di passeggeri, in particolare quelli che attualmente prediligono gli aeroporti di Catania e Lamezia, pur essendo geograficamente più vicini a Reggio Calabria. Perché ciò accada è indispensabile pensare all’accorciamento delle distanze di trasferimento da e per lo scalo, in termini di risparmio di tempo, nonché di qualità e continuità  del servizio. E’ indispensabile, altresì,  pianificare una corretta gestione e valorizzazione dei beni culturali, nella loro più vasta accezione. Il settore turistico, giovandosi di una programmazione mirata che inserisca nel calendario estivo eventi e mostre, può allargare, quindi, l’offerta tradizionale legata alla stagione balneare. Così come può determinare un allungamento della stagione turistica da “solo mare” o “solo neve” alle stagioni primaverile ed autunnale quanto a turismo “anche” culturale, religioso, antropologico, ecc. Ciò premesso, dovrà essere compito della politica  individuare i settori verso i quali indirizzare, in via prioritaria,  il sostegno finanziario,  predisporre un piano programmatico che metta intorno ad un tavolo i portatori di interesse, pubblici e privati; la politica dovrà essere capace di realizzare una sinergia reale tra chi interviene dalla parte pubblica (turismo, cultura, lavoro e sviluppo, politiche sociali) e chi propone progetti per fare crescere un territorio (enti, associazioni, società private, ecc.). Diventa indispensabile la creazione di una struttura agile e concreta, per l’individuazione dei beni di interesse culturale, la loro conservazione, gli interventi di salvaguardia e di valorizzazione, nonché la messa in rete dell’offerta culturale; che sappia produrre documenti da tradurre rapidamente in provvedimenti (piani regionali, ordinanze sindacali, convenzioni con banche per l’abbattimento degli interessi per manutenzione di beni immobili di pregio, ecc.) sul medio e lungo termine.

La politica dunque! Il Partito Repubblicano Italiano che di politica se ne intende e in questi territori ha costruito una storia importante, sa che l’unica strada percorribile è questa: programmazione, idealità, ed azione con la soluzione dei problemi dell’uomo al centro di questo processo.

 

Partito Repubblicano Italiano - Consociazione di Reggio Calabria - Sezione "Raffaello Sardiello" Via Roma n.7 - 89123 - Reggio Calabria
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