pianificazione sismica nella Regione Calabria.

Si è svolta nei giorni scorsi, presso la sede provinciale  del Partito Repubblicano Italiano a Reggio Calabria, un’importante riunione che ha visto impegnato il  gruppo di tecnici del Settore Ambiente, Sicurezza e Protezione Civile del PRI.

Un brainstorming perfuso di idee e propositi di salvaguardia del nostro territorio, avente come tema centrale  la pianificazione sismica nella Regione Calabria.

Quotidianamente ormai ci si trova a confrontarsi con un dissesto idraulico e idrologico derivante  dalla morfologia del territorio calabrese e dall’incuria dell’uomo; nonché con i rischi connessi ad una regione geologicamente giovane e giacente tra due faglie profonde che ne determinano l’elevata pericolosità sismica. Noti sono gli eventi tellurici che hanno interessato, ed interessano ancora, le nostre terre, dagli storici terremoti documentati fin dalla metà del secondo millennio, alla continua attività sismica che sta interessando la zona del Pollino da parecchi mesi. Coscienti del rischio a cui è sottoposta la Regione, è stata fatta – ad opera dei tecnici intervenuti − un’ampia discussione che ha riguardato la valutazione delle  possibili criticità,  partendo   dall’analisi della Normativa Antisismica secondo cui sono state progettate le civili abitazioni e gli edifici di interesse pubblico/strategico, fino all’adeguamento sismico degli stessi e al reale grado di stabilità in caso di emergenza e di necessità.

Da circa due anni proficua è l’azione del Sottosegretario alla Protezione Civile della  Regione Calabria  dott. Franco Torchia che, con il suo staff, persegue un’intensa attività di pianificazione in caso di sisma; e lodevole risulta, inoltre, il lavoro, in ambito comunale, dell’Assessore alla Protezione Civile Giuseppe Martorano. E’ chiaro, però,  che purtroppo, quanto di buono si sta facendo, rispetto alla intensità dei terremoti che storicamente hanno interessato questi territori, risulterebbe assolutamente insufficiente;  si ipotizza che in caso di grave emergenza, data l’esiguità delle infrastrutture,  il territorio calabrese risulterebbe inaccessibile per le prime 48 ore.

Gli obiettivi da perseguire sono tanti; primaria importanza assumono l’informazione dei cittadini e il censimento degli edifici. La gente deve sapere i rischi cui va incontro e deve possedere la consapevolezza di vivere in un territorio ad elevatissimo rischio sismico (più volte marcatamente ribadito su stampa e televisioni locali e nazionali), quindi è imprescindibile la formazione/informazione attraverso la diffusione di opuscoli che diano le norme comportamentali; ciascun edificio, inoltre, sia esso di interesse pubblico o adibito ad uso privato, deve poter essere adeguato dal punto di vista sismico, occorre dunque censire tutti gli edifici attraverso un’indagine degli elementi campione su macro-aree omogenee, di modo che possa essere fatta prevenzione e operativamente si possa proteggere il territorio prima che risulti drasticamente inadeguato alla furia della terra.

Nei prossimi incontri, a breve, verranno elaborate proposte e si avvieranno tutte quelle azioni utili a creare momenti di confronto tecnico con enti locali, organismi di categoria e università, al fine di favorire la concentrazione delle risorse professionali e finanziarie, oggi disponibili, verso un obiettivo comune: salvaguardare l’incolumità dei cittadini calabresi, per proiettarli nel futuro, traendo insegnamento dal passato!

Partito Repubblicano Italiano

Consociazione Provinciale di Reggio Calabria

Settore Ambiente, Sicurezza e Protezione Civile

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