Non c’è ragione al carbone

Non c’è ragione al carbone. I repubblicani reggini dicono no alla centrale a carbone di Saline Joniche e iniziano una campagna di informazione e raccolta firme per sostenere il NO dei cittadini.

All’indomani della favorevole valutazione della commissione governativa sull’impatto ambientale della centrale a carbone di Saline Joniche − incomprensibile ai più − e prima dell’importante riunione del consiglio regionale della Calabria avente tra i punti all’O.d.G. la discussione sullo stesso tema, il PRI reggino ritiene di dover assumere tutte quelle iniziative utili affinché il territorio non subisca, ancora una volta, scelte scellerate mascherate da nobili propositi quali la creazione di posti di lavoro o la bonifica di un sito che, seppur degradato, ha  potenzialità che andrebbero ben oltre la realizzazione di una centrale a carbone! 

E poi, al di là delle scelte della politica, i repubblicani reggini rammentano che Il diritto all’informazione è uno dei cardini della politica europea in materia ambientale, destinato a far si che non vi possano essere più decisioni su interventi ambientali che anche i cittadini non abbiano concordato. Infatti la decisione finale deve essere espressione del sentimento sociale della comunità interessata.

Il PRI ritiene, a tal proposito,  che non sia pleonastico riportare integralmente l’art. 1 della legge 108/01 che lo Stato italiano ha promulgato sottoscrivendo e pubblicando sulla Gazzetta Ufficiale l’accordo di Aarhaus in Danimarca, di cui alla direttiva C.E. 2003/35 e del regolamento 1367/06: “al fine di contribuire a proteggere il diritto di ciascuno, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente consono ad assicurare la salute ed il benessere, ogni parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, la partecipazione al processo decisionale e l’accesso alla giustizia in materia di ambiente, in conformità con la disposizione della presente Convenzione”. Tutto questo si inquadra nel principio che va sotto il termine di “azione preventiva”, che a sua volta va di pari passo con l’altro principio della “correzione anzitutto alla fonte dei danni causati all’ambiente” e al chi “inquina paga”.

Ma quale sarà poi, nell’ eventualità di una deprecabile realizzazione,  l’organismo di prevenzione e riparazione del danno ambientale incaricato di monitorare la centrale, sapendo fin d’ora che una centrale a carbone emette rispetto ad un impianto di pari potenza a metano un quantitativo doppio di CO2 ed un quantitativo 140 volte superiore di ossidi di azoto?

Qualcuno sostiene che le emissioni di CO2 non vanno ad interessare le comunità locali e che sono tema di discussione della comunità mondiale come se noi fossimo qualcosa di estraneo a tale comunità e non subissimo tutti le conseguenze di quello che dovesse succedere altrove (Fukushima docet).

A conforto della valenza dell’insediamento, i fautori del si sostengono, inoltre, che la produzione di energia elettrica in Italia è troppo squilibrata verso l’utilizzo del gas. E’ strano, a tal proposito, come la nostra regione sempre dimenticata venga puntualmente riesumata soltanto quando deve sacrificarsi, e nel modo peggiore, in nome del bene supremo collettivo dimenticando che la produzione endogena di energia elettrica consente alla Calabria di coprire il proprio fabbisogno e di esportare già il suo esubero di energia elettrica.

Queste e tante altre sono le ragioni che fanno si che un progetto di siffatta specie non possa essere accettato.

No, questo progetto non può avere il placet dei Repubblicani che hanno altre idee per questo territorio, che intendono rispettarne la vocazione in un’ottica complessiva nel perimetro del nuovo territorio metropolitano.

Continuare ad operare senza una visione globale, assume, peraltro,  i connotati di una progettualità che non riesce a vedere oltre i confini dei localismi e dell’improvvisazione fine a se stessa. Il futuro di questa terra non può risiedere in questa logica; la politica è chiamata ad una sfida importante, sfida che dovrà concretizzarsi con l’impegno di tutti i partiti in modo razionale e con lungimiranza, avente come unico obiettivo il benessere e il soddisfacimento dei bisogni della gente.

I repubblicani stanno dalla parte dei cittadini quindi, e li aspettano numerosi sabato 21 luglio in piazza S. Giorgio, sul corso Garibaldi  a Reggio Calabria, per una raccolta firme che al di là del fattore numerico sarà espressione di una volontà popolare partecipata e attiva.

Partito Repubblicano Italiano

 Segreteria Provinciale Reggio Calabria

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