I Repubblicani dicono VIA alla centrale a carbone da Saline I.

Il Progetto della centrale a carbone di Saline Ioniche ottiene il decreto di V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale).

Ancora oggi uno spreco del paseaggio di Montebello Ionico: dopo il disastro della Liquichimica e del molo sopraflutto del Porto che ha causato l'erosione delle spiagge fino a Punta Pellaro con lo sperpero di finanziamenti pubblici per ripetuti pseudo interventi di difesa costiera. I Repubblicani sono per fermare sia la devastazione del territorio di Saline Ioniche e sia lo spreco delle risorse pubbliche per iniziative anacronistiche!

Qualche giorno fa in Commissione Ambiente e Lavori Pubblici l’on. Nucara, segretario nazionale del PRI, ha attaccato duramente il ministro Passera nel corso dell'audizione sulle infrastrutture. "A questo governo sembra mancare la visione politica.” Non abbiamo dovuto aspettare molto per avere conferma della miopia di un governo che  sembra alla ricerca di toppe più marce del buco da rattoppare. Da sempre diciamo no alla centrale a carbone senza se e senza ma, non solo per i rischi ambientali che esistono malgrado le assicurazioni “disinteressate” della SEI, ma soprattutto per una visione dello sviluppo della nostra terra che è opposta alla politica delle cattedrali nel deserto costruite in passato e oggi riproposte. Il Progetto SEI fa vedere un territorio stravolto in meglio e bellissimo a vedere, ma come nel film “I fratelli Grimm e l'incantevole strega”, rotto l’incantesimo anche la bellissima Monica Bellucci appare nelle  vere sembianze della Strega con  i segni del degrado e tutto lo squallore di una immonda immagine nascosta. Nella realizzazione della  centrale a carbone, imposta al nostro territorio come quasi tutte le opere, realizzate o parzialmente realizzate, per esigenze di gruppi di potere estranei e lontani della necessità della Calabria, vediamo “compatibilità” con una politica di colonizzazione che partita con l’unità di Italia sembra non voglia arrestarsi. Ci sarà mai un governo di qualsiasi colore politico che pensi ad una sola Italia? Potrebbe non esserci mai. I Repubblicani chiederanno con vigore il rispetto dovuto alla Calabria, ma è tempo che i Calabresi smettano di farsi trattare da sudditi. La smettano pseudosindacalisti di reggere il gioco della SEI o di qualsiasi altro “benefattore della nostra terra” con la chimera del posto di lavoro in un periodo di crisi nera. E’ l'onorevole Francesco Nucara un visionario quando chiede un intervento deciso sulle ferrovie che hanno abbandonato il nostro territorio e sull’ANAS per gli eterni lavori sull’autostrada vera palla al piede per lo sviluppo Turistico? E’ esagerata la sua richiesta di licenziamento dei vertici di aziende (Moretti e Ciucci) che sono ad intero capitale Statale? o piuttosto sulla loro azione di spoliazione dell’intero mezzogiorno (e non solo ad opera di Ferrovie ed ANAS) è vergognosamente assente la classe politica Meridionale. Ferrovie il simbolo di un Italia unita che non esiste, Alta velocità al Nord, treni sgangherati al Sud. Siamo preoccupati perché un coro di proteste si alza solo dopo azioni contro la nostra terra è spesso i danni sono irreversibili. Vogliamo più attenzione ed è per questo che a breve ci faremo promotori di un referendum per far sentire la voce dei cittadini e mettere fine a questo spettacolo indecente. “Oggi abbiamo finalmente la possibilità di voltare pagina –dice l’Amministratore delegato della SEI  Fabio Bocchiola – lasciandoci alle spalle la storia di un sito industriale realizzato negli anni settanta che non è mai entrato in funzione. Invito tutti a lavorare insieme per riscrivere il destino di un’area che, grazie alle eccellenze del Progetto SEI, potrà diventare il simbolo della ripresa del Paese.” Anche noi vogliamo invitare la Sei e tutti sostenitori diretti o indiretti di questo scellerato progetto a voltare pagina.

Potremmo dirglielo come Mazzini ….. chiedete a voi stessi: se questo ch’io fo fosse fatto da tutti e per tutti, gioverebbe o nuocerebbe all’umanità? e se la coscienza vi risponde: nuocerebbe, desistete: desistete quand’anche vi sembri che dall’azione vostra escirebbe un vantaggio immediato per la patria o per la famiglia.

O come Francesco Nucara: Cari signori della SEI, avete preso un'iniziativa senza sbocchi, limitate i danni rinunciando alla realizzazione di una centrale che nessuno vuole, nè a destra, nè a sinistra, nè al centro".

Segreteria Provinciale

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