Aeroporto dello stretto, quale futuro?

Roberto Cangiamila - Direzione Nazionale PRI

La proposta repubblicana per l'aeroporto metropolitano. Coinvolgere i cittadini sulle questioni importanti è prima di tutto un dovere della politica, ma è anche la strategia dei repubblicani per affermare le proprie idee. Questa, in sintesi,  la riflessione che è scaturita dall’iniziativa che il PRI di Reggio Calabria ha organizzato, sabato 20 aprile, nella sala conferenze della Provincia di Reggio Calabria. Un incontro con un titolo significativo “ Aeroporto dello Stretto, quale futuro? La proposta repubblicana per l’aeroporto metropolitano”  che è di per sé una sfida. Ma alle sfide i repubblicani, come si sa, sono abituati da sempre.

Con queste parole  il Segretario nazionale on. Francesco Nucara ha introdotto i lavori del convegno, ricordando, tra l’altro, alcune significative battaglie per la città e i dubbi di quanti, a suo tempo, non condivisero l’idea avveniristica del museo telematico o la realizzazione della diga sul Menta per dotare la città capoluogo e i paesi limitrofi del necessario fabbisogno idrico. “La politica ha il compito di governare le piccole e importanti questioni e la classe dirigente di questa regione deve iniziare a pensare in grande, senza accontentarsi”. Malpensa docet! Una sala gremita ma soprattutto attenta, ha fatto da cornice ad un evento che ha visto la partecipazione del Presidente dell’Enac prof. Vito Riggio, del vice Presidente della Giunta regionale on. Antonella Stasi, in rappresentanza del Presidente Scopelliti impegnato a Roma come grande elettore,  del Presidente della Società di gestione dell’aeroporto dello Stretto (Sogas) dott. Carlo Porcino e del Presidente della Provincia di Reggio Calabria dott. Giuseppe Raffa. L’on. Nucara, nel richiamare l’attenzione sull’esigenza che la politica guardi all’intero sistema infrastrutturale come occasione di sviluppo e di crescita dei comprensori, ha ripercorso in linea generale i punti di debolezza di una realtà, pensata inizialmente come aeroporto militare, attorno alla quale si è via via sviluppata l’urbanizzazione della città che, di fatto, ne ha compromesso la crescita. La relazione dell’Enac e l’indagine conoscitiva della Commissione trasporti, presieduta da Mario Valducci, sono stati i documenti che il Segretario nazionale ha richiamato per ricordare le ambiguità della classe dirigente nazionale e regionale e per stimolare una serie di atti e di comportamenti che possano far recuperare alla Calabria l’attuale ritardo progettuale e programmatico. L’on. Nucara ha concluso la sua introduzione ricordando la peculiarità che riveste l’aeroporto dello Stretto al pari di una infrastruttura isolana, per la naturale conurbazione e fruizione dei cittadini Messinesi, per poter intercettare le risorse finanziarie della Comunità europea ad esse indirizzate. Il Vice Presidente della Giunta, on. Antonella Stasi, nel ringraziare il Pri per il tema del convegno e per l’opportunità di dibattere sulle inadempienze del Governo centrale e, in particolare, della Conferenza Stato Regioni, ha auspicato la necessità che le attenzioni verso la regione Calabria siano almeno pari a quelle che sono state destinate alle regioni settentrionali. E ha aggiunto: ”L’esecutivo regionale ha già fissato in 20 mln di euro le risorse destinate  alle nuove start up che saranno finanziate per attrarre anche nuove compagnie aeree. Questa strategia dovrebbe ridurre i costi del trasporto aereo e favorire la mobilità dei cittadini calabresi oltre che creare significative opportunità di sviluppo dei flussi turistici”. Ha ricordato, inoltre, l’orientamento del governo regionale a considerare i nuovi fondi europei quale strumento da utilizzare prioritariamente per dotare la regione di nuove e competitive infrastrutture, e per aumentarne la competitività a livello nazionale e internazionale. L’on. Stasi non ha perso l’occasione per bacchettare  il Governo centrale per il suo mancato impegno che, invece, avrebbe potuto favorire la creazione di una ZES( zona economica speciale) per rendere competitivo il porto di Gioia Tauro, alla stregua di quanto realizzato in altri contesti europei ed ha concluso il suo intervento auspicando la messa in rete dei tre aeroporti calabresi facendo appello alla sensibilità ed alla lungimiranza del presidente Vito Riggio perché questa idea possa concretizzarsi. L’occasione è stata utile anche per ribadire che non potrà verificarsi la nascita di un quarto aeroporto calabrese prima del consolidamento dell’operatività di quelli attualmente esistenti. L’intervento più autorevole e più atteso, è stato quello del prof. Vito Riggio. Nel prendere la parola ha auspicato che il governo sia in grado di scegliere il prossimo presidente dell’Enac, visto che il suo mandato, peraltro già concluso, è portato avanti in regime commissariale. Son qui a Reggio Calabria, ha proseguito, per l’amicizia che mi lega all’on. Nucara e non posso nascondere la mia gioia nel partecipare a iniziative in cui è visibile il simbolo di un glorioso partito. Qualcuno potrebbe ricondurlo alla prima repubblica, ma, oggi, è indispensabile in un panorama politico in cui i partiti non riescono più a ragionare e operare per il bene comune. Egli ha stigmatizzato l’incapacità delle istituzioni di assumere decisioni impopolari ma necessarie, rimandando la soluzione dei problemi, con costi e ricadute oltremodo negative. “Siamo riusciti a mantenere in vita questo aeroporto, che io per primo avevo ritenuto superato, e mi sono assunto la responsabilità di inserirlo nel Piano nazionale degli aeroporti, tra quelli a rischio. Con rammarico noto che nel mentre altre strutture, pur in situazione critica, sono riuscite ad invertire lo status di negatività, l’aeroporto dello Stretto non è stato capace di investire le risorse finanziarie ad esso assegnate. E’ giusto che una forza politica guardi al futuro e allo sviluppo e ricerchi l’occasione di promuovere nuove sfide, ma è altresì indispensabile che si adoperi affinchè si investano le risorse disponibili. La lettura dei dati statistici consentirà di fare opportune valutazioni e di individuare soluzioni possibili, anche onerose, ma che consentano di rivisitare una struttura il cui mancato decollo è la conseguenza dell’incuria del governo locale e dall’assenza di lungimiranza civile e politica che dovrebbe sempre accompagnare la crescita dei territori”. “Oggi la condizione dell’aeroporto dello Stretto è migliorata e la concessione è in via di approvazione. Ma assieme a questa conquista che può aprire all’intervento dei privati è necessario predisporre un vero piano industriale, un nuovo modello organizzativo, proporre un progetto flessibile di aeroporto, immaginarlo come una vera piattaforma intermodale”. E ha concluso con una esortazione: “E’ cambiato il mondo, sono cambiate le prospettive della politica e bisogna attrezzarsi per convincere tutti i partiti a sposare progetti ambiziosi”. Il dott. Carlo Porcino, Presidente della Sogas ha richiamato l’attenzione del dott. Vito Riggio su una incongruenza di fondo. Quella di voler mantenere in vita le prescrizioni sullo scalo reggino, anche se obsolete perché introdotte quando erano in uso vecchi aeromobili. Oggi quelle prescrizioni, se annullate consentirebbero ad altri vettori di guardare al nostro scalo con la giusta attenzione e questa decisione farebbe maturare la consapevolezza delle compagnie aeree che anche l’aeroporto dello Stretto può essere ritenuto economicamente sostenibile e meritevole di attenzione. Egli ha ringraziato il presidente Vito Riggio per l’attenzione dimostrata verso lo scalo, che con un’apertura di credito ha consentito di rafforzare la fiducia del management. Le conclusioni del convegno sono state affidate al dott. Giuseppe Raffa che si è dimostrato orgoglioso del risultato ottenuto. L’aeroporto dello Stretto è stato inserito tra le 31 infrastrutture nazionali da mantenere in vita. Ha anche auspicato che questa occasione di confronto rappresenti solo il primo di una lunga serie di appuntamenti che consentano di individuare prospettive di sviluppo del comprensorio metropolitano e di fare il punto sulla programmazione futura e sulle iniziative da intraprendere, dando atto all’on. Nucara e al PRI di essere capaci di guardare ai problemi concreti creando occasioni di dibattito e di approfondimento, da troppo tempo assenti dalla nostra realtà.

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