S.S. 106 - I tanti dubbi dei repubblicani

I lavori in corso per la messa in sicurezza della statale 106, nel tratto tra Reggio Calabria-Melito P.S. ci portano a tentare una lettura degli interventi che si susseguono, e ci domandiamo se questi siano effettivamente quanto previsto nel progetto esecutivo dell’opera.

 L’opera è inserita nel Piano Quinquennale 2007-2011 e suddivisa in due stralci.

Diamo per assunto che i due stralci siano tra di loro complementari e che pertanto lo scenario per  la circolazione disegnato oggi, non venga successivamente stravolto dalla realizzazione delle sei  rotatorie, di un nuovo svincolo e dalla rimodulazione di alcuni svincoli esistenti (interventi previsti nel  2° stralcio o nella 2^ fase,  come a noi piace dire).

Il progetto delle rotatorie nella sua emissione esecutiva avrà sicuramente colmato il gap rappresentato dalla evidente assenza, di ricucitura delle nuove infrastrutture con le reti comunali eliminando o mitigando criticità esistenti. Ci sembra doveroso, da parte di una qualificata azienda come l’ANAS, non limitarsi alla mera progettazione e costruzione delle singole opere bensì contestualizzare le stesse al miglioramento generale della mobilità dei territori coinvolti che vogliamo ricordarlo, domani, saranno parte integrante della “Città Metropolitana”.

Vogliamo ancora ampliare l’angolo della nostra riflessione e richiamare per non dimenticare, che nel quadro generale degli interventi sulla SS 106 (agg.to  ‘luglio 2012) è previsto il megalotto 5.

L’opera, il cui progetto preliminare è già stato approvato dal CdA dell’ANAS, prevede la realizzazione di un tratto di circa 21km della nuova SS 106 Jonica, inserita nella rete dell’itinerario europeo E90.

La sede a carreggiate separate con due corsie per ogni senso di marcia, 5 svincoli a livelli sfalsati, 1 bretella di collegamento con l’attuale SS 106, 14 gallerie e 21 viadotti con un costo totale di circa 1.136 Mln€.

Ebbene questa, forse potrebbe rappresentare la 3^ e conclusiva fase per gli interventi, ma solo se essi sono stati progettati con la visione sistemica e non come sempre succede come interventi isolati e fine se stessi.

Non nascondiamo qualche perplessità in merito alla scelta del tracciato previsto per la nuova arteria che con le 14 gallerie e 21 viadotti ci dice chiaramente che la ricaduta in termini sviluppo urbanistico e nuove relazioni con i territori collinari è sostanzialmente inesistente.

Il tracciato previsto potrebbe lasciare il posto ad un tracciato più lungo di qualche chilometro che consenta di realizzare quella pedemontana che invece darebbe un fondamentale contributo allo sviluppo al territorio reggino nella completa sinergia mare-collina.  

Pedemontana, certamente non è una nuova proposta, infatti fu presentata dal PRI già alla fine degli anni ’80  quando i volumi di traffico erano certamente inferiori a quelli attuali; una strada a scorrimento veloce che innestandosi allo svincolo di Campo Calabro e portandosi ad un’altezza di 350-400 metri, si riallacci alla SS106 all’altezza di Saline Joniche.

Pertanto, anche stavolta la lungimiranza propria delle proposte dei repubblicani ci pone nelle condizioni di ribadire la medesima proposta.

La Pedemontana dell’Area dello Stretto consentirebbe di trasferire il traffico pesante su un raccordo stradale che non sia in stretta vicinanza al centro abitato con una maggiore e migliore integrazione tra le frazioni, tra comuni dell’entroterra, e tra questi e la città di Reggio.

La realizzazione di questa importante strada a scorrimento veloce cosi concepita, consentirebbe uno sviluppo urbanistico più coerente e razionale ,  e cosa di non poco conto, un rapido accesso all’aeroporto per i viaggiatori provenienti da fuori città.

Il segretario Cittadino

Giuseppe Baronetto

Partito Repubblicano Italiano - Consociazione di Reggio Calabria - Sezione "Raffaello Sardiello" Via Roma n.7 - 89123 - Reggio Calabria
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