Prepariamoci al peggio.

di alessandro mastronardi

 

Sono trascorsi più di 20 anni da quando Craxi, in Parlamento, denunciò le ruberie dei partiti, di tutti i partiti, in maniera commisurata alla loro rappresentanza politica. Si disse allora, ed anche in seguito, che la politica serve per mantenere la democrazia e quindi abbisogna di finanziamenti. Questo peraltro fu un cavallo di battaglia del PCI con la scusa che, ove non ci fosse una indennità ai parlamentari la politica poteva esser fatta solo dai benestanti escludendo gran parte della rappresentanza popolare. Il principio era legittimo ed anche la indennità ( forse sembrava brutto definirla salario o stipendio ) non è che fossero eccessive. Ma, come sempre avviene in Italia, si parte da principi giusti per poi degenerare dando libero sfogo all’ingordigia, all’arricchimento, allo stravolgimento,  da una politica che fosse a servizio della società a quella intesa come servizio alla propria persona e di privilegio alla propria consorteria familistica estesa al massimo. E così, di furbizia in furbizia, si arriva alle aberrazioni dei giorni nostri. Quello che fa più specie però e che pretendono di dare giustificazioni credibili, frutto di antica scuola di faccia di culo ormai consolidata. Che si tratti di angeliche donzelle, di vecchi tromboni o di rampanti giovani, nessuno che faccia autocritica. Considerano tutti un facile e redditizio mestiere al quale tenersi aggrappati ad ogni costo. E questo andazzo ha coinvolto tutti i livelli della Società. Esempio negativo che rischia una via di non ritorno. Studia mi stimolava mio padre, altrimenti ti toccherà fare l’uomo politico. Ed erano già altri tempi, altre persone, che percepivano  il senso, l’onore e l’onere dell’impegno a favore della collettività. Rari, in ogni formazione, i professionisti della politica, per lo più individuabili nei corridoi dei Partiti quali polli da batteria. I più avevano un proprio lavoro, una propria attività, godevano di stima da parte dei propri elettori. Ora, se non avessero chiuso i bordelli, gran parte delle liste potrebbero essere formate da zoccole e magnaccia. Or bene, per evitare che ciò possa accadere, che possa comunque perpetuarsi questo malcostume politico cui ci hanno portato quei partiti che determinano le sorti del Paese e che continuano ad imbrogliarci, occorrerebbe una legge che, purtroppo non vedremo mai. E’ meglio, per loro, dire che Fiorito non lo si conosceva, o Penati, o Lusi. Assurdità. Di uno che è stato Sindaco e poi consigliere Regionale e poi capo gruppo loro sapevano pure il gruppo sanguigno, il dna, e il garante che lo sponsorizzava. Ma quello che è emerso è solo la punta dell’iceberg che la politica ci ha nascosto. Il marciume parte, partiva, dalle circoscrizioni per poi salire via via sino alle regioni. Spese politiche certificate, dicono i rappresentanti de PD, ma dove è scritto che il cittadino deve contribuire alla stampa ed affissione di enormi manifesti, di acquisti di ville ed appartamenti, per pranzi e cene da far invidia a Lucullo. Agli ex PCI si suggerisce di tornare al panino con la mortadella o con la salciccia, ai centristi brodini in comunità, ai fedeli del nano di Arcore crociere sui barconi dei profughi africani. Agli eletti, che però siano con vincolo di mandato, nel senso che decadono automaticamente allorquando lasciano la formazione in cui sono stati eletti, venga dato il solo salario che non sia rapportato agli alti magistrati, ma al lavoratore medio. Abolizione di ogni tipo di privilegio ad esclusione del rimborso spese per portarsi sul posto di lavoro ( camere, regione, province, comune ). Purtroppo però, come abbiamo visto allorquando fu abolito il finanziamento ai Partiti, si è poi trovato, furbescamente, di aggirare l’ostacolo ed i  finanziamenti sono aumentati a dismisura. Sarebbe una beffa se ora che monta l’indignazione generale, le promesse riduzioni si trasformassero in moltiplicazioni di pani e pesci.  Prepariamoci al peggio.   

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