In nome del popolo sovrano.

di Alessandro Mastronardi

Sia maledetta la costituzione, sia maledetto il suffragio universale, sia maledetto il momento in cui – da servo della gleba – sono stato elevato ad uomo libero. Da allora infatti ho perduto la pace per essere sempre alla ricerca di vedere attuati i principi costituzionali. Più di 70 anni di studi, di attese, di speranze per poi accorgersi delle fallacie della politica che, in ciò, hanno riferimenti millenari. Sere or sono ho visto in TV un ottimo servizio su Giuseppe Mazzini, una  rivisitazione sulla sua vita, sui suoi ideali, sulle sue rinunce e sui suoi sacrifici per realizzare le sue idee. Mi chiedo se sarà mai possibile che esse possano interamente attuarsi. Mi è sufficiente però ascoltare il 90% dei rappresentanti della classe politica, a tutti i livelli, per convincermi quanta poca speranza vi sia. Poi però la vita ti porta a conoscere persone gradevoli, determinate ad un percorso che – scevro da furbastri personalismi – si adopra a ben amministrare e viene fuori rinnovato entusiasmo. Tempo addietro ho conosciuto una giovanissima aderente al PRI, Ester del Duca, consigliera al comune di Palmi, di una semplicità e genuinità da far tenerezza e mi chiedo quanto questo suo stato potrà durare. Spero più a lungo possibile perché il Partito, di questo tipo di giovani che citano Mazzini, che cercano di seguire esempi virtuosi, ne ha bisogno per la sua crescita. Devo ammetterlo, ho solo ascoltato e scambiato qualche parola, ma ritengo di non rischiare intuendone ottime capacità. E’ solo un esempio, giusto per darmi e darci coraggio, quel coraggio che necessita per fare azione di pulizia, che limiti quanto più possibile le manovre di corridoio e nel chiuso delle stanze. Un coraggio che ponga fine agli infingimenti di chi pensa che i loro interlocutori siano privi di senso critico, posti solo quali contenitori a recepire le chiacchiere, ma poi, allorquando dimostrano di non essere di quella pasta, dànno luogo alla reazione, all’irritazione. Scendete dall’immaginario cavallo bianco sul quale credete di montare, chè manco un ronzino donchisciottesco meritereste. Ricordate che “ fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e canuscenza”.

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