Gli odori

 di alessandro mastronardi

 Gli anticicloni, grazie al cielo, sono finiti ed il mio cervello, fin’ora obnubilato, si è rimesso lentamente in funzione. Non è facile, occorre prima che si rodi con buone letture e che poi dia luogo a riflessioni. Ma il senso olfattivo mi è rimasto, sia pur condizionato dalle 40 sigarette fumate quotidianamente. E’ questo un senso molto soggettivo che fa si che io consideri profumo quello che per altri, ormai in maggioranza, è considerato puzzo insopportabile e nocivo alla salute. Che dire poi del sano profumo di stallatico, con stalle un tempo ai margini dei torrenti Calopinace ed Annunziata, che gareggiava col profumo di ginestre. Le costruzioni ora hanno fagocitato tutto, non più stalle,  rare le ginestre, niente galline razzolanti ed il gallo è stato sostituito dalla sveglia che proietta l’ora sul soffitto.

Tempi moderni, nuovi stili di vita. Non mi è più possibile acquistare i nastri per la mia Olivetti lettera 22, fuori produzione ormai da tempo, cosi come di nicchia è il bel pezzo di sapone Marsiglia che, per fortuna, posso ancora acquistare sì che di me si possa dire “ profuma di bucato”. Ed ancora mi beo al profumo del soffritto di cipolla, purchè poi a casa, non spruzzino quei malefici prodotti deodoranti. Sono convinto che la mia è una lotta impari e prima o poi soccomberò sopraffatto dagli odori della vanagloria. Due persone andavano lungo la via per Damasco, e l’allievo chiese al maestro come mai si fosse tappato il naso alla vista di un ricco cavaliere mentre prima era rimasto indifferente passando vicino alla carogna di un asino. Ed il maestro rispose, puzza più la vanagloria. Non so chi riesca a fare attenzione a quanto accade nel nostro Paese, alle enormi differenze che esistono fra gli altri Stati europei in materia di scorte, certo è che la politica ha perduto ogni ritegno. Già Montanelli, decenni or sono, invitava a turarsi il naso votando DC. Mi chiedo cosa farebbe se fosse ancora in vita. Se fosse costretto ad assistere allo spreco che la politica, ed un numero sempre crescente di politici, fa dei soldi pubblici. Continui latrocini di soldi pubblici che irridono i sacrifici che i poveri cristi che li hanno eletti compiono quotidianamente. Ladri, ladri, ladre. E poi ci sono coloro che, per la legge, sono in regola. Uno “ status symbol” dai costi enormi. Il privilegio delle scorte, una sorta di cavallo bianco per cavalieri e donzelle del XX secolo che li scorazza anche in vacanza. E le Rosy sono tranquille, si chiamino Mauro o Bindi o la rottamanda Anna Finocchiaro, il prode La Russa o il blaterante Gasparri. Il puzzo della vanagloria che, spero, tutti gli elettori di buon senso riescano a percepire. La politica, ora che è nel fango, si tratti di Lazio, Lombardia, Sicilia e via aspettando, dimostri di avere la capacità di reagire. Noi l’aiuteremo, sperando di non doverci turare il naso.

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