L’ultimo dei mohicani

di Alessandro Mastronardi - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’ultimo dei mohicani, come egli stesso si è definito, chiama, la base del PRI risponde compatta e convinta. Per Francesco Nucara, Segretario dei Repubblicani sembra non esistano specialisti meteorologi, con avvisi ai viandanti su calure, picchi dai nomi mitologici passati ed in arrivo, bollini rossi. Egli, nell’intendimento di portare avanti il suo antico progetto liberaldemocratico, non ha badato al costo, in vite umane, che avrebbe comportato la realizzazione il 6 di luglio. Certo è augurabile che Nucara, malgrado le battaglie che la vita politica gli ha riservato, ed ancora gli riserva, non voglia pensare ad una prossima resa, come la filmografia del titolo ci consegna. Per i suoi antenati repubblicani ed il consiglio del popolo, c’è tempo, è bene che preferisca i repubblicani ancora in vita, quelli che numerosi hanno risposto al suo invito convinti della giustezza di un programma e di una via da seguire. E sono partiti in tanti per partecipare, ascoltare,  sopportando lunghi viaggi in diligenza, con un sole impietoso e facendo ricorso a flebo di bottigliette di acqua. Cosa facile per i giovani meno per chi, come me, può collezionare una serie di bollini rossi da fare invidia alla tripla A della Germania. Forte fumatore con rischio di entrare in crisi di astinenza lungo il tratturo, diabetico con calo di insulina tanto da dover sopperire con due ciotole di fagioli e panini con frittatina, cardiopatico. Ma perché ? Per una parola magica che mi segue da ormai lunga vita. Libertà, che come cantava Gaber, è partecipazione. Libertà però che ha poco a che vedere con la partecipazione obbligatoria del sabato fascista del ventennio. E, per tornare al tema del convegno che Nucara ha voluto ed introdotto, tutto bene, con relatori preparati e capaci di trasmettere ai giovani lo spirito del repubblicanesimo, col solo neo di una relatrice, di età indefinibile diciamo compresa fra i trenta e gli ottanta anni, di esperienza lavorativa indefinita compresa fra il portaborse al parlamento europeo e la prenotatrice di tavoli al ristorante che, con molta supponenza, ha preteso di parlare ai giovani con un linguaggio da vecchia. Speriamo che non abbia nemmeno scalfito il buon lavoro degli altri.

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