Come complicarsi la vita. Ovvero le ambasce di un italiano.

di Alessandro Mastronardi - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Alla maniera degli indiani d’America, che abbiamo visto nei films western o nei fumetti di Tex Willer, ho un linguaggio antico e limitato. Ancora oggi per fissare una data mi esprimo in “lune”, terza luna, quarta luna eccetera, e, pur avendo integrato – nel tempo – le mie conoscenze con la lingua di Dante e Manzoni, per assentire dico “aug”. Niente però che mi possa accostare a Carducci, infatti non so legger di greco e di latino, non scrivo e non ho altre virtù. Anche per questi miei pensieri utilizzo pochi vocaboli, sempre gli stessi. Poca roba, del paese nostro,  spero accessibile a tutti. Ma non v’è dubbio che sono tagliato fuori dai circuiti più importanti, degli intellettuali che, ormai, sono sempre più internazionali nell’uso di termini ed espressioni. Dopo aver maturato, col tempo, termini quali  i love, welcome, night e altri rudimenti che mi servivano, in epoca quasi preistorica, ad abbordare le figlie di albione, mi è capitato di dover fare i conti con i vocaboli portati alla ribalta dall’ultimo imperatore, che pensavo utilizzasse auto Ford-Escort invece si trattava solo di fauna femminile più  da letto che di auto, detta escort. Una burlesque caratteristica dei canzonettisti da crociera, abituati a far fare il bunga bunga agli ospiti della nave, così, tanto per divertimento. Come ai miei tempi si faceva la quadriglia utilizzando un radiogrammofono. E così il tempo passa. Ricordate la caduta del muro di Berlino quando Occhetto (ultimo esemplare di razza P.C.I.) parlava di zoccolo duro elettorale? Ora, svanito quello,e gli ultimi comunisti, è  il tempo delle zoccole tenere ( o quasi) che al telefono sussurrano miciottino, per un costo totale di 20 milioni (di euro) per incontri ravvicinati in abbonamento. Siamo pur sempre alla gioiosa macchina da guerra. Puote più un pel di femina . . . Ma, quello che mi sta mettendo in seria crisi è il termine  “ spending review ” , ovvero revisione della spesa. E l’appello rivolto ai cittadini per denunciare gli sperperi. E’, come si dice a Roma, l’ennesimo cazzeggio. Ogni tanto vien fuori qualche bella “ capa fresca” che mette in campo soluzioni di cui ne facciamo volentieri a meno. Io, che ricordo il capo fabbricato imposto da Mussolini, so cosa significhi la delazione, nel periodo in cui i diritti dei cittadini erano affidati alle camicie nere. Eppure una considerazione la voglio fare, prendendo un nome a caso come l’ex ministro La Russa. Ritenete che sia egli ad aver bisogno di protezione e di scorta oppure quanti di noi, specie se in compagnia di bambini hanno la disavventura di incontrarlo ? Essi, solo a vederlo e a sentirlo parlare scoppierebbero in un pianto dirotto ed a nulla varrebbero le nostre rassicurazioni sulla sua non pericolosità. E, tanto per non farci mancare niente, le scorte e le spese per il presidente del Copasir D’alema e per l’ex ministro ed ex vice Presidente del C.S.M. Nicola Mancino che, splendido servitore dello Stato, rifiuta il confronto con l’altro ex ministro Claudio Martelli. La vera, triste realtà che bisogna spiegare, specialmente ai giovani, è come mai il nostro debito pubblico galoppa ogni giorno di più verso i 2.000 miliardi di euro senza che un   intervento serio avvenga ad arginare lo sperpero del denaro pubblico da parte delle maggiori forze politiche che sostengono il governo Monti. E’ questo che rattrista ed indigna i giovani i quali si chiedono se sia ancora opportuno vivere secondo gli ideali tracciati da persone come Mazzini, e per essi lottare, oppure attingere alle facili e ricche greppie come gli accadimenti in seno all’ex Margherita o ai Ds ( mi confondo sempre quando devo indicare gli ex  del P.C.I. tante sono le sigle cambiate per consentire al Politburo di sopravvivere) dimostrano. Questo è il vero sperpero di denaro pubblico, quello dei miliardi sottratti, con artifizi, a tutti noi per farli confluire nel loro ingordo ventre. Ai vari marpioni che ancora oggi guidano la politica sarebbe opportuno ricordare che, così come ogni cittadino può devolvere nella dichiarazione dei redditi una quota nella religione in cui crede, similmente potrebbe devolverla ad un partito, quello che più gli ispira fiducia.

Partito Repubblicano Italiano - Consociazione di Reggio Calabria - Sezione "Raffaello Sardiello" Via Roma n.7 - 89123 - Reggio Calabria
Note Legali | Privacy | Termini d'uso | Webmaster