"Pittura fresca"

 di Alessandro Mastronardi - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Quasi non avessero operato in Italia in tutti questi anni, i maggiori responsabili dei Partiti, di maggioranza e di opposizione, scoprono ora il malcostume che li ha pervasi permettendo loro di scialacquare il denaro dei cittadini e venendo meno a quello che, per millenni, è stato il principio basilare della società costituita, quello di amministrare secondo il concetto del buon padre di famiglia. E mutuando una canzone napoletana del dopoguerra “ . chi ha avuto, avuto, avuto, . . ., scurdammece o passato” , con questo spirito fanno promesse di ravvedimento. Ma sotto sotto pensano al Gattopardo. Ed è questo il mio timore. Quando, sull’onda delle proteste di popolo hanno finto di accettare la fine del finanziamento ai Partiti, si sono fatti una legge che decuplicava quanto percepivano prima. E per giunta senza alcun controllo. Ora, poiché al peggio non v’è mai fine, temo che la riforma che Alfano, Bersani e Casini hanno in cantiere sia peggiore di questa attuale, solo con una rinfrescata di pittura per illuderci del cambiamento. In passato, con la scusa della privacy, hanno scartato che fossero i cittadini a devolvere, con la denunzia dei redditi, la quota in favore del partito in cui credono o militano. Il loro timore è che i cittadini si vergognino di dire chiaramente il Partito o la formazione in cui militano. Non è così, o almeno non per tutti. Ci sono ancora cittadini orgogliosi di militare nel Partito in cui credono e che, nei decenni, ha rappresentato e rappresenta ancora i loro ideali. Altri no, non possono. Ha iniziato Casini, a giorni seguirà Alfano, forse non lo farà il P.D. per aver già esaurito la pittura. Fregoli, da buon trasformista, cambiava vestito. Loro, invece, pure.

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